Di sgridate, sculacciate e del celeberrimo “NO SECCO

Di sgridate, sculacciate e del celeberrimo “NO SECCO”

 

Dott.ssa Livia Conterno - Etologa ed educatrice cinofila professionista dal 1995 

 

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Chiariamolo subito.

Sgridate, punizioni, minacce, “pedatine e sculacciatine” (ma piano, eh) non costruiscono relazioni e non renderanno mai un cane competente.

Io dico sempre che se le sgridate funzionassero davvero, non sarei riuscita a pagarmi le bollette con questo mestiere negli ultimi 20 anni.

Sono tantissimi i proprietari che nel colloquio informativo gratuito ammettono (più o meno candidamente) di sgridare o “dare qualche pacca” al proprio cane nel momento in cui esibisce un comportamento sgradito.

“E questo metodo è servito?“ Domando sempre (chissà mai che un giorno mi senta rispondere in modo diverso da quanto mi attendo) .

 

“Beh no, il cane continua a … (sostituite i puntini con quello che vi garba ; tirare al guinzaglio, distruggere i mobili, fare la pipi in casa etc) , ma sa . . . i cani sono dispettosi quindi il cane ha capito, ma continua a farlo per dispetto “ (un genio del male, non posso fare a meno di pensare. Chissa’ cosa spinge noi umani a portarci a casa degli animali così pusillanimi) .

“Del resto il cane deve capire chi comanda”  prosegue il proprietario  “lo sappiamo tutti che noi dobbiamo essere il capobranco, mangiare per primi, passare per primi dalle porte etc” .

 

Questo stralcio di “tipica” conversazione è un coacervo di 1. non conoscenza dei meccanismi di apprendimento, dell’etologia del cane e della lettura dei segnali 2. mancanza totale di empatia da parte dei proprietari 3. insieme di atti e pensieri volti a ottenere cani problematici e incompresi

 

Se vi rispecchiate in questo proprietario “tipo” vi consiglio di rivolgervi con urgenza a un etologo/educatore (non un addestratore) che vi aiuti in un VOSTRO percorso di formazione (se non vi formate voi non riuscirete ad insegnare nulla al vostro cane) . Siete ancora in tempo a impostare educazione e relazione, ma dovrete mettervi in discussione (che è la prima dote di un buon insegnante)

 

Considerazioni sparse

1. la teoria del capobranco applicata al rapporto uomo/cane non ha alcun fondamento scientifico e ha creato letteralmente intere generazioni di proprietari bulli. I corsi di educazione insegnano già alla prima lezione come usare gli strumenti comunicativi (prossemica, uso della voce e delle posture etc.) I proprietari hanno delle enormi difficoltà a comunicare con i cani e, credetemi, che se il cane ha una certezza è che quel bipede vocalizzante che lo strattona al guinzaglio e di cui non capisce mai le intenzioni, sia un suo simile. Il cane non crede che voi siate un suo conspecifico. Se voleste farglielo credere, dovreste cacciare le pantegane e rigurgitarle, marcare nel giardino con la vostra urina e leccargli le zone perianali. O volete fare il capobranco come comoda a voi con sgridate e minacce? Come potete imitare il comportamento di una specie che non conoscete per niente? (rimando alla lettura delle pubblicazioni di Mech , che ha studiato il comportamento dei lupi selvatici per 50 anni. So che l’addestratore della domenica vi ha fatto dieci lezioni sulla teoria del capobranco, ma questa è una fantasia tramontata negli anni 90 con i libri della Fennell. Se chiunque può tenere lezioni di etologia creativa, noi etologi non possiamo farci proprio nulla. Se nonostante le evidenze scientifiche e le pazienti spiegazioni,  continuate ad essere convinti di essere un lupo Alfa nella vita del vostro chiwi, noi etologi non possiamo farci nulla) .

 

2 Il dispetto nei cani non esiste. Il “dispetto” è “un atto compiuto espressamente e con malignità per far dispiacere altrui, per irritare o procurare danno” ed è una strategia tipica nei Primati e completamente assente nei Canidi. Il cane è selezionato per essere ausiliario dell’uomo (caccia, conduzione degli armenti etc.), la sua indole è pacificare e collaborare, questo ovviamente finché non viene inserito in un contesto in cui vive conflitti continui con i membri del gruppo (sgridate e punizioni incomprensibili) .

 

3 Educare significa costruire competenze e abilità. Un cane competente, grazie anche all’esperienza, alla socializzazione e alla relazione con i propri umani è in grado di adattare il proprio comportamento alla situazione esibendo autonomamente risposte socialmente accettabili. Per abilità si intende la capacità APPRESA (non infusa) di associare segnali (vieni, lascia, seduto etc.) col comportamento corrispondente. Se spendete del tempo per insegnare al vostro cane il significato di parole come “no“ (che significa “interrompi il comportamento e dammi attenzione”), “lascia” (apri le mandibole e fai cadere quello che porti in bocca) e Vieni (corri da me) sgridare il cane non vi servirà.  E’ ovvio che dovete sapere COME insegnare questi segnali attraverso la conoscenza dei meccanismi di apprendimento (se per voi termini come “rinforzo”, “stimolo”, “condizionamento”, “motivazione” sono arabo, iscrivetevi a un corso di educazione) .  Possono esserci situazioni in cui il cane “sbaglia” (rosicchia una scarpa, fa una buca, attraversa la strada), quando in realtà avete sbagliato voi perché evidentemente avete messo il vostro cane in una situazione che non è in grado di gestire ossia avete valutato male voi il vostro cane (e sì che avevate mire espansionistiche da lupo Alfa ) .

 

4 Chiedetevi sempre il motivo dei comportamenti del cane. Educazione e rieducazione non partono da consigli e soluzioni estemporanee (quelli che chiedete sui gruppi di facebook), ma dalla comprensione delle motivazioni. Perché il cane tira al guinzaglio? Perché distrugge gli oggetti? Perché mi ringhia? Se non capite le cause, andrete avanti tentando di applicare misure che spesso non faranno altro che peggiorare il comportamento che ritenete problematico.

 

5 Perché le sgridate non funzionano come metodo educativo? La risposta ce la offre, come sempre, la biologia. Quando sgridate il vostro cane mentre fa una buca, non state correggendo un comportamento socialmente inaccettabile, ma state minacciando e creando un conflitto con un animale che stava esibendo un comportamento gratificante (che nulla ha a che fare con voi) . Il cane scava una buca e voi vi fiondate su di lui come un avvoltoio con minacce, voce alterata etc. A questo punto il cane, che è un animale, in base al proprio carattere, esibirà una strategia di risposta biologica di fronte a una minaccia

Quali sono queste risposte biologiche?

A, strategia Fly , volare  Voi sgridate il cane e lui scappa allontanandosi dalla buca

B  strategia Fight, il cane vi ringhia o peggio vi morde (prima o poi si stufa pure lui di vivere nel conflitto )

C Freeze, il cane si congela e smette di fare quello che stava facendo

D Il cane “ Fa il pagliaccio”  ossia si mette in posizione di invito al gioco, vi lecca, vi abbaia Il cane sta cercando di pacificare il conflitto che voi avete creato, non sta ammettendo nessuna colpa Semplicemente avete va fortuna di avere un cane molto docile e altamente sociale, che si preoccupa di calmare voi e di stemperare le tensioni

 

Rileggete le quattro strategie e domandatevi onestamente se il cane abbia davvero imparato una qualche competenza o abilita’ Non fatevi ingannare solo perché il cane si è inibito Ha paura e si e’ pietrificato, ma non ha appeso proprio nulla di nuovo (ha capito solo che vive con qualcuno di sgradevole)

 

6 Effetti negativi delle punizioni e delle sgridate. Molti cani se ne fregano altamente della vostra sgridata (o del vostro strattone) . Ho visto centinaia di amstaff o labrador o akita con tempra durissima, non battere neanche le ciglia di fronte al proprio “bullo”a due zampe Ben che vada,  il cane passera’ solo per testone a fronte del genio umano che cerca di fargli capire chi comanda. E se va male? Se va male, per esempio ci è capitato un cane “fight” (siccome la nostra cultura cinofila comincia e finisce con il lupo alfa non abbiamo alcuna consapevolezza del carattere del nostro cane) . Il cane “fight” può reagire in modo aggressivo di fronte alle minacce, soprattutto se le minacce sono continue e ripetute nel tempo e i proprietari ignorano i segnali di avvertimento che il cane esibisce giorno dopo giorno. Tenete inoltre in considerazione che nei cani esiste un meccanismo di “aggressivita’ ridiretta che si manifesta quando il cane, frustrato perché non puo’ raggiungere l’oggetto della sua aggressione verso il primo oggetto/soggetto che si trova di fianco. E’ tipico per esempio dei cani che vogliono scagliarsi su altri cani o motorini mentre sono trattenuti dal guinzaglio, il proprietario da’ uno strattone (o la solita simpatica “pacca”) e il cane si gira improvvisamente esfoga la sua frustrazione su di lui.

Eticamente sconsiglio di relazionarsi in modo conflittuale e confusionario con questo tipo di cane (credetemi che non siete autoritari, state facendo solo tanta confusione nella testa del vostro cane), coercizione e conflitti possono avere risultati drammatici soprattutto se ci sono  minori in casa Se avete dei bambini, il ruolo di genitori vi impone di assumere la responsabilità dei metodi che usate, anche nei confronti dei vostri figli Se voi sbagliate ed educate il vostro cane con conflitti e metodi sbagliati, i vostri figli potrebbero pagarne le conseguenze Del resto avete insegnate voi al vostro cane a rapportarsi con la forza fisica e i minori vengono percepiti come piu’ deboli Avete scelto voi “coercizione  e conflitto” al posto di “Relazione e sviluppo di competenze” .

 

7. Stress e strategia di coping .Il cane ha fatto la pipi in vostra assenza oppure ha rosicchiato le vostre scarpe preferite. Non appena scoprite il misfatto, vi affrettate a sgridare il vostro cane Anzi, sapete già che è colpevole perché ha la faccia da colpevole .

Il giorno successivo al rientro da lavoro trovare anche le gambe del tavolo rosicchiate e quindi siete ancora piu’ arrabbiati perché il cane è davvero dispettoso.

Il cane non è dispettoso, manifesta un disagio.

Per quale motivo? Forse la solitudine, come per tutti gli animali sociali, è stressante oppure non ha svolto sufficiente attività fisica (siete andata a correre un’oretta nel verde prima di andare a lavoro?) Cosa fa un cane stressato? Ce lo dice anche qui la biologia. Un cane stressato elabora strategie per abbassare il livello di stress (in psicologia umana si chiamano strategie di coping)  quindi rosicchia, abbaia, urina etc.

Che cosa fa un cane quando il suo livello di stress si alza perché il proprietario crea inutili conflitti? Rosicchia di più, abbaia di più, urina di più.

 

 

Educare il cane significa investire tempo ed energie emotive, acquisire gli strumenti e le informazioni che ci permettano di vivere al meglio con questa meravigliosa creatura che nonostante tutti i nostri errori ci ama più di qualsiasi altra cosa al mondo.

Ci vuole pazienza per costruire una relazione, qualsiasi relazione .

Trovo che sgridate, punizioni e minacce non facciano altro che creare inutili tensioni e malumori sia agli umani che ai cani.

Perché usare questi metodi quando ci sono alternative piu’ affidabili?