Memoria di razza

Memoria di razza

  1.  Ma che razza di cane sei?  (Vivere con un husky non è come vivere con un beagle)

 Dr, ssa livia Conterno ( 2006) 

Il beagle è un cane simpatico nel senso letterale del termine. Quando torni a casa da lavoro, ti accoglie facendo balzi di gioia e abbaiando a pieni polmoni.

E’ gioviale ed amichevole con tutti i suoi simili.

Non per niente il più grande filosofo peloso fu Snoopy, proprio un beagle di pura razza.

Dalla sua ha anche la taglia contenuta, che, unita alla fama di essere “buono”, lo rende un cane popolare, scelto da numerose famiglie.

Così pensavano i proprietari di Whisky quando decisero che il beagle era proprio il tipo di cane che faceva al caso loro.

Whisky è  in effetti un cane “buono” e “simpatico”, ma nel giro di poco tempo si è rivelato un autentico trituraoggetti ed un vero genio della fuga.

Riesce ad impossessarsi degli oggetti più improbabili ed imprevedibili e a farli a brandelli in pochi secondi: custodie di occhiali, cucce di vario tipo, cellulari.

Senza contare che basta lasciare socchiuso il cancello perché Whisky evada per bighellonare (o forse meglio dire “beagleonare”) per le campagne e per il paese.

Ogni scuola di educazione ha il suo Whisky, tanto che questi cani si sono creati una certa fama di “testoni”.

Il beagle non è un cane testone o “stupido”, è semplicemente un cane da muta, selezionato da centinaia di anni per essere un cane instancabile nel seguire le piste di tracce odorose degli animali selvatici in compagnia di altri beagle.

Le ore di solitudine trascorse negli appartamenti di città o nel giardinetto di casa non lo stimolano e quindi il beagle si trova qualcosa da fare per non annoiarsi: sradica le piante, mordicchia le gambe delle sedie e, appena gli è possibile, cerca qualche traccia interessante. Quando segue una pista, il beagle si concentra e si lascia così assorbire dal suo olfatto da oscurare ogni altro senso diventando sordo ad ogni richiamo.

Non esistono razze “stupide” o “testone”: ogni razza è stata selezionata per svolgere un compito preciso (guardia, conduzione delle greggi, caccia, traino delle slitte etc) e i cani appartenenti a queste razze devono possedere tutte le doti per poter svolgere al meglio il proprio mestiere.

Un cane il cui compito consiste nel condurre il gregge di pecore, deve per esempio possedere sufficiente istinto predatorio da essere interessato agli armenti, ma non tanto da arrivare a mordere la pecora. Nello stesso tempo non deve essere troppo autonomo nel lavoro dal momento che è il pastore a due zampe a decidere lo spostamento del bestiame.

Il soggetto che presenta le caratteristiche fisiche e comportamentali più adatte viene scelto come riproduttore affinchè i suoi geni “buoni” vengano trasmessi alla sua prole e poi alle generazioni successive.

L’uomo sceglie di far riprodurre i soggetti più adatti e li incrocia tra di loro: questo processo si chiama “selezione artificiale” e  possiamo osservare i suoi effetti nei cani appartenenti a qualunque razza.

Quando il mio cucciolo di pastore australiano ha visto per la prima volta un gruppo di capre, dopo averle osservate affascinata, si è illuminata e ha cominciato a inseguirle per radunarle. Questo le diceva il suo patrimonio genetico di cane da pastore, così come non serve spiegare ad un retriever come si fa a riportare una pallina.

Quando ci troviamo a scegliere con quale razza di cane trascorreremo i nostri prossimi 15 anni dovremmo innanzitutto conoscere in modo approfondito le caratteristiche comportamentali e il tipo di mestiere che la nostra razza svolgeva in origine.

Dobbiamo ricordare che il nostro beniamino era instancabile nel suo mestiere: che si trattasse di radunare il gregge, inseguire la selvaggina o trainare una slitta, il cane non poteva stancarsi e lasciare il lavoro a metà.

Non sempre questa ‘instancabiltà” è vantaggiosa e “funzionale” in un contesto domestico soprattutto se la nostra idea di cane corrisponde ad un suppellettile da appartamento o ad un nanetto di coccio che deve rimanere giorno e notte in giardino.

E’per questo motivo che spesso i proprietari si lamentano che il loro boxer è agitato, il dobermann è nervoso e il labrador distruttivo.

Semplicemente sono razze da lavoro che conducono uno stile di vita che letteralmente spreca tutte le loro attitudini.

Non esistono razze più intelligenti, ma razze più adatte a vivere in un contesto domestico o urbano: alcune caratteristiche sono molto vantaggiose in ambiente naturale, ma non lo sono affatto nelle nostre affollatissime città.

Diversi studi* dimostrano per esempio che l’unico cane in grado di sopravvivere in ambiente naturale è il siberian husky e cani di tipo affine.

L’husky sarebbe l’unico cane rimasto abile nel catturare una preda e consumarla: gli Innuit infatti slegavano gli husky dalla slitta affinchè andassero a procacciarsi il cibo in autonomia.

Eppure l’husky spesso viene definito “stupido” per la sua attitudine alla fuga e al tirare al guinzaglio.

Nessuno stupore se si pensa che sganciare un husky significa dirgli “Sei libero di andare a caccia” e  che questo cane è adatto a trainare la slitta anche per migliaia di chilometri.

Scegliere la razza più adatta a noi e al nostro stile di vita è quindi il nostro primo investimento su una serena convivenza con il nostro peloso.

Prima di decidere è utile documentarsi leggendo riviste o monografie oppure informandosi da un allevatore o da chi possiede il tipo di cane che ci interessa. Si possono inoltre frequentare delle mostre canine. Il cane scelto non dovrebbe mai essere scelto sulla “carta”, ma visto, osservato e conosciuto di persona.