Educazione all'igiene

Insegnare al cucciolo l'educazione all'igiene

Dott.ssa Livia Conterno - Etologa ed educatrice cinofila professionista dal 1995

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E’ fondamentale insegnare al nostro cucciolo a fare i propri bisogni all’esterno dell’abitazione sin dai primi mesi di vita. Un cane adulto si adatta benissimo  ai nostri ritmi famigliari ed è in grado di trattenere feci e urine per alcune ore . E’ importante specificare che un cane sano deve poter uscire dall’ambiente in cui soggiorna (riposa e mangia) almeno 3 o 4 volte al giorno,  indipendentemente dalla taglia e dalla razza.  I cani comunicano attraverso le marcature, che rivestono quindi un ruolo sociale importante . Obbligare un cane a usare le “traversine” per tutta la vita, non rispetta l’etogramma del cane (dove per etogramma  si intende l’insieme dei comportamenti naturali per una determinata specie).

 Molti proprietari, soprattutto di cani di razza piccola, sono convinti che il cane non abbia necessità di  uscire quanto un cane di taglia grande. In realtà è vero che un cane da lavoro (quindi attivo) come un border collie, ha  bisogno di svolgere un’attività fisica e mentale più intensa rispetto a uno shitzu, ma quest’ultimo ha comunque diritto allo stesso numero di uscite. I cani piccoli hanno diritto a esplorare, giocare e socializzare quanto i cani di taglia media e grande.

I cuccioli adottati ad otto settimane possono urinare ogni ora quando sono svegli e defecare anche quattro volte al giorno restando in una condizione di assoluta normalità.

Entro i 6 mesi di età la maggior parte dei cani di solito defeca uno o due volte al giorno ed urina tre o quattro volte al giorno; è bene considerare che  il tono muscolare degli sfinteri può non svilupparsi completamente fino al primo calore quindi “incidenti” di percorso sono del tutto normali e spesso sono legati a un’ errore di gestione da parte del proprietario (intervallo di tempo troppo lungo da una uscita e l’altra, errata lettura dei segnali che preannunciano la minzione tc)

L’opportunità di una urinazione frequente impedisce alla vescica di riempirsi completamente e riduce la probabilità di incidenti. L’ideale per l’animale sarebbe di avere almeno 3 opportunità al giorno per eliminare le deiezioni, preferendo le uscite in cui si associa la possibilità di far esercizio fisico all’atto fisiologico.

Come abbiamo gia’ sottolineato, gran parte del comportamento eliminatorio non è fine a se stesso, ma ha una valenza sociale e comunicativa.

Alcune razze, generalmente quelle selezionate per un olfatto particolarmente raffinato incontrano qualche difficoltà nell’educazione ad eliminare fuori casa  es. bassotti e terrier(Beaver, 1982; Hart & Hart, 1985).

 

PROTOCOLLO PER EDUCARE IL CUCCIOLO E L’ADULTO

Gli errori nell’educazione sono abbastanza frequenti e i più comuni sono rappresentati da:

1. Punire il cucciolo per aver sporcato in casa:  nella maggior parte dei casi il proprietario sgrida o punisce il cucciolo  quando si accorge della presenza dell’urina o delle feci, magari al ritorno dal lavoro o dopo essersi allontanato dal cucciolo per un po’ di tempo.

Queste punizioni, che generalmente si ripetono più volte al giorno, generano ansia e paura nel cucciolo che, oltre a  non essere in grado di collegare la punizione all’aver sporcato in casa, non percepisce neanche lo sporcare in casa come un reale problema. Queste punizioni portano il cucciolo a sviluppare insicurezza, paura  e sfiducia verso il proprietario con il conseguente ritardo nel corretto apprendimento. Occorre tener presente che “marcare” è per molti cani una strategia per abbassare il livello di stress, quindi se il cane è piu’ stressato/ preoccupato (ad esempio perché sta da solo diverse ore al giorno) e si aumenta il suo livello di stress (sgridando e punendo) è logico che il comportamento di sporcare in casa diventerà ancora piu’ frequente. Purtroppo molti proprietari peggiorano il comportamento del cane, dando interpretazioni scorrette credendo per esempio  che il cane sporchi “per dispetto”. Questi proprietari sono normalmente digiuni delle basilari conoscenze sulla psicologia del cane, specie in cui il “dispetto” non esiste. Il “dispetto” è “un atto compiuto espressamente e con malignità per far dispiacere altrui, per irritare o procurare danno” ed è una strategia tipica nei Primati e completamente assente nei Canidi.  Ricordiamo che l’educazione del cane, cucciolo o adulto, parte dalla conoscenza approfondita e dal rispetto delle sue caratteristiche comportamentali. Che si tratti di disturbi eliminatori, abbaio eccessivo o tirare al guinzaglio senza una formazione adeguata il proprietario non riuscirà a impostare un relazione corretta.

2. Poche uscite rispetto alle necessità o uscite troppo brevi: molto spesso i proprietari non ricevono abbastanza informazioni riguardo la frequenza con cui è necessario portare il cucciolo in passeggiata. I cuccioli devono essere portati nel luogo idoneo (giardino, terrazzo con angolo predisposto in erba sintetica, giardinetti etc) diverse volte al giorno in particolare appena svegli, dopo aver mangiato, dopo i riposini diurni, dopo il gioco (e dopo qualsiasi evento che possa comportare agitazione o emozione, compreso l’arrivo di ospiti). A volte i cani che hanno a disposizione un giardino fanno piu’ fatica ad imparare l’educazione all’igiene perché i proprietari non seguono una routine relativa alle uscite . Il cane deve essere condotto in giardino piu’ volte al giorno (appena si sveglia al mattino, dopo i pasti etc). Occorre rimanere qualche istante insieme al cucciolo, giocare e premiarlo appena fa i bisognini fuori casa. Anche per questo aspetto è bene osservare che avere un giardino a disposizione non ci esime dalle uscite quotidiane (il cane dovrebbe poter uscire dal giardino per giocare e socializzare almeno un paio di volte al giorno).

3. Utilizzo di pannoloni o giornali nei primi mesi: per ovviare al problema delle numerose uscite o degli incidenti notturni, molto spesso è permesso al cucciolo di utilizzare un giornale o un panno appoggiato sul pavimento. Questo accorgimento può rappresentare un compromesso per coloro che hanno un cane in appartamento e sono fuori casa per molte ore al giorno, purtroppo, però, l’utilizzo di questa tecnica educativa può portare ad alcuni inconvenienti. Con l’utilizzo del panno assorbente o del giornale il cucciolo, infatti, viene implicitamente autorizzato a fare i suoi bisogni dentro casa e facilmente acquisisce una preferenza per eliminare sui materiali che gli sono stati messi a disposizione. Questo non solo ritarda il corretto apprendimento dell’eliminare fuori casa, ma predispone anche a futuri incidenti: i panni assorbenti, infatti, assomigliano molto come morbidezza e consistenza a tappeti e coperte.

4. Interruzione  della passeggiata non appena il cucciolo ha fatto i suoi bisogni: in questo caso il cucciolo potrebbe associare l’eliminazione all’aperto con la fine di una cosa piacevole, vale a dire della passeggiata, portandolo in seguito a rimandare, a casa, il momento dell’evacuazione per evitare che l’uscita si concluda troppo velocemente.

5.  Conclusione della passeggiata anche se il cucciolo non ha fatto i suoi bisogni:per alcuni cuccioli particolarmente attivi e sensibili la passeggiata rappresenta un evento talmente eccitante ed entusiasmante da far dimenticare loro di dover fare i bisogni. Il risultato è che il cucciolo si ricorda di eliminare solo una volta tornato a casa, dove l’ambiente più tranquillo e conosciuto favorisce la “concentrazione” necessaria.

Consigli generali

Questo protocollo riassume le regole per la gestione dell’eliminazione del cucciolo.

  • Limitare lo spazio a disposizione del cucciolo con un eventuale trasportino. Il kennel è un utile strumento educativo che non deve mai essere proposto al cane come una punizione, ma come un gradevole luogo di riposo (una tana). A questo scopo il cane deve essere abituato gradualmente al kennel: per i primi giorni bisognerà che impari a conoscerlo. Date al cane la sua pappa e i giochi da masticare nel kennel e, dopo alcuni giorni di socializzazione, chiudete la porticina solo per una manciata di minuti facendo attenzione a non aprire al cucciolo quando abbaia e si agita, ma solo quando è tranquillo. L’etologia ci insegna che gli animali non amano sporcare dove dormono o mangiano, quindi il kennel può essere davvero utile per insegnare al cucciolo dove sporcare.
  • Portare il cucciolo nel luogo designato a sporcare:
    • immediatamente al risveglio
    • immediatamente dopo il gioco
    • da 15 a 30 minuti dopo ogni somministrazione di cibo
    • almeno 6-8 volte al giorno (nella fase di apprendimento alla corretta eliminazione)
    • Mantenere orari di alimentazione regolari
    • Portare fuori il cane al guinzaglio
    • Durante le uscite giocare dopo che il cucciolo ha sporcato
    • Le uscite dovrebbero durare 15-20 minuti
    • Permettete al cane di annusare e non strattonatelo
    • Concentratevi su un’area: fate piccoli passi
    • Permettete il gioco e l’interazione dopo l’eliminazione (premiatelo molto con carezze ed eventualmente un bocconcino)
    • Quando sorprendete il cucciolo a sporcare dove non deve, distraetelo e portatelo a sporcare nel luogo più adatto
    • Utilizzate odori già presenti
    • Siate pazienti
    • Utilizzate prodotti che eliminano gli odori e modalità di pulizia appropriate
    • Garantite sufficiente gioco ed esercizio fisico non abbinato alle eliminazioni
    • Osservare un cane più anziano può aiutare il cucciolo
    • Non sgridate mai il cucciolo e non strofinate il muso negli escrementi!!
    • Non pulire con candeggina o ammoniaca
    • In caso di urinazione da marcatura valutare la possibilità di castrare il cane (la castrazione va valutata in sinergia con il veterinario e l’educatore, non è un rimedio per problemi di educazione o comportamento, ma influisce solo sui comportamenti influenzati dagli ormoni)

I disturbi eliminatori

Normalmente l’educazione all’igiene è appresa in tempi brevi dai nostri cuccioli.  Se il cucciolo a 8 o 9 mesi di eta’ sporca ancora dentro casa si comincia a parlare di “disturbi eliminatori”. Se avete seguito questo programma per alcune settimane, senza rilevare miglioramenti, potreste trovarvi di fronte a un problema eliminatorio.

Classificazione generali dei disturbi eliminatori del cane:

  • Condizioni cliniche (patologie urogenitali e gastroenteriche, condizioni geriatriche etc). Consultare il veterinario per intraprendere una terapia farmacologica.
  • Problemi nell’educazione a sporcare fuori casa. Seguire il protocollo per problemi eliminatori.
  • Insufficiente accesso all’esterno: portare il cane a passeggio almeno 3-4 volte al giorno
  • Preferenza per il substrato: i cuccioli sviluppano una preferenza per l’urinare e il defecare sui materiali su cui hanno imparato a sporcare nei primissimi mesi di vita, così alcuni cuccioli sporcano quasi solo sull’erba, altri solo sul cemento etc
  • Ansia (principalmente da separazione): seguire il protocollo per l’ansia da separazione
  • Comportamento da marcatura
  • Urinazione da sottomissione
  • Urinazione da eccitabilità
  • Eliminazione associata a paura
  • Comportamento di richiesta di attenzione: non dare mai attenzioni al cane mentre sporca in casa, ignorarlo e non sgridarlo
  • Incontinenza

In presenza di un vero e proprio disturbo eliminatorio, è indispensabile individuarne la causa per poter aiutare il cane, si consiglia prima di tutto una visita approfondita con il proprio medico veterinario.

 

Testi di riferimento:

Overall K. (2001): “La clinica comportamentale del cane e del gatto”- Edizioni medico scientifiche.

Manning A. e Dawkins M.S (2003): “Il comportamento animale”- Bollati Boringhieri.

Cesa-Bianchi M, Massimini F. e Poli M. (1995): “Psicologia generale”- Monduzzi Editore

Brunner F. (1986): “Come capire il cane e farsi capire da lui” – Longanesi

Houpt K.A (2000) : “Il comportamento degli animali domestici” Ed EMSI

Hart B. Hart L. (1985): “Canine and feline behavioral therapy” Lea &Febiger

 

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